La simulazione che aiuta nella realtà.

Con il simulatore di guida si imparano importanti meccanismi utili nella guida perché lo strumento ripropone all’infinito tutte le situazioni volute.

Il simulatore di guida non può certo riprodurre l’azione della guida reale, questo ovviamente no, però può aiutare a riprodurre il comportamento del conducente in un determinato contesto, e può anche variare il contesto stesso. L’aspetto più interessante è dato dal fatto che la riproduzione può avvenire all’infinito, senza nessun limite.

Il conducente può allenarsi tutte le volte che vuole. Questo può avvenire sia sul simulatore programmato per una formazione di base, sia su quello programmato per una formazione di perfezionamento. L’obiettivo finale è quello di “automatizzare” un certo tipo di operazione, in sicurezza e tranquillità, in m,odo tale da poterla effettuare in modo più spontaneo e sciolto una volta che ci si siede sul veicolo vero e proprio e si affronta la strada normalmente.

In Francia sono obbligatorie 20 ore di pratica, prima di sostenere l’esame, e 5 di queste possono essere sostituite da esercitazioni sul simulatore di guida: c’è chi propone di aumentarle a 10 per diminuire i costi complessivi della patente. i francesi in questo settore sono all’avanguardia.

In Germania sono già tante le Autoscuole dotate di simulatore per le esercitazioni base da parte degli allievi: oltre ai monitor HD e a un sofisticato sistema audio, gli esercizi proposti dai simulatori si svolgono non solo in tedesco ma anche in inglese, francese, russo e turco, per venire incontro a tutti i possibili interessati.

In Cina, per venire incontro alla grande domanda di mobilità dei cittadini, le Autoscuole sono spesso dotate di automobili senza il motore ma con schermi e sensori, in questo modo i candidati cominciano a familiarizzare con i mezzi senza lo stress del traffico. Ogni, circa 30 milioni di persone in Cina, prendono la patente dopo essersi esercitati per un certo periodo di tempo sui simulatori di guida.

Nel Regno Unito, valutare il grado di percezione dei rischi fa parte integrante dell’esame di teoria. In pratica al candidato viene sottoposto un video con cui deve interagire prontamente ogni volta che si presenta un pericolo sulla strada. Una volta superato l’esame di teoria, i candidati hanno ben 2 anni per prepararsi all’esame di pratica.

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tratto da: http://www.patente.it – trimestrale di informazione e aggiornamento per gli operatori professionali del settore trasporti, Novembre 2019, Anno XVIII

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